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Storie dagli archivi
Questa sezione raccoglie dossier che racchiudono storie, per lo più dimenticate, di una umanità derelitta. Orfani, malati psichiatrici, poveracci, ladruncoli ne sono i protagonisti. Ciascun dossier è composto da una sintesi della vicenda, dalla descrizione dei documenti d’archivio e dalla loro riproduzione nonché da indicazioni bibliografiche relative ai contesti in cui si è svolta. I dossier che vi interessano potete scaricarli in formato pdf.
Milano, 1932. Attorno all’orinatoio di Largo Cairoli
Una città peccaminosa, Milano, tentacolare, come si dice. E piena di inconfessabili attrattive. A don D., pretino un po' malconcio di una parrocchietta verso il lago di Como, doveva apparire così la città meneghina. E quel giorno, infatti, in Piazza della Scala, non aveva perso ... Continua…
Piacenza, 1546. Mastro Domenico e la monaca: un’insana passione nella Piacenza del Cinquecento
A sentir lui, Domenico de Bratis, la notte che lo prese il bargello a Piacenza, non aveva avuto a che fare carnalmente con Ludovica de Rossi, monaca nel monastero di San Raimondo. Solo un abboccamento così, per altre faccende. E sì, questo sì: un po' ... Continua…
Milano, 1945. Fuoco amico
Il martinin Franco P. era nato nel novembre 1927, unico figlio di Angelo, fabbricante di bastoni, e Carolina, occupata presso una ditta di arti grafiche. In seguito alla prematura morte del padre e ai gravi problemi di salute della madre, nel settembre del 1935 Franco ... Continua…
Milano, 1902. Zero in condotta
Umberto Negroni varcò per la prima volta il portone dell’Istituto Derelitti di Milano il 27 settembre 1902, all’età di 13 anni. Le sue “cause della derelizione”, come allora venivano definite, sono sinteticamente annotate sul frontespizio del suo fascicolo personale: “padre in carcere e madre in ... Continua…
Milano, 1940. Tutta colpa di un’elica
Negli anni Trenta, l'Alfa Romeo scrisse la storia dell'automobilismo grazie ai trionfi di piloti come Tazio Nuvolari, Giuseppe Campari e altri, ma, nonostante i numerosi successi, la fabbrica attraversava anche un momento di grave crisi economica. La ristrutturazione organizzativa delle officine venne affidata a Ugo ... Continua…
Milano, 1936. Il marito Romeo
Rosa Marchini era considerata una signora di grande affidabilità. Nata nel 1902, abitava in via Mac Mahon 109 e dal 1936 lavorava presso la vicina sede dell'Alfa Romeo del Portello. In quegli anni l'Alfa Romeo era un'azienda strategica per il progetto di riarmo del regime fascista: ... Continua…
Milano, 1939. Zaino in spalla
Alberto Manzini, classe 1864, di origini piacentine, era entrato al Pio albergo Trivulzio nel gennaio del 1936. Il 19 agosto 1939 – come segnala il direttore - il vecchio lasciò l’Istituto "in regolare licenza estiva, su richiesta del figlio". Tuttavia, la sua permanenza presso la ... Continua…
Milano, 1949. Da Milano a Sidi-Bel-Abbes: fuga verso la Legione straniera
La vicenda ha inizio a Milano tra la fine degli anni ’40 e i primi anni ’50. La Seconda guerra mondiale è finita da qualche tempo ma la città è ancora profondamente segnata dalle distruzioni causate dai bombardamenti alleati. Rosina è una donna non più giovanissima, ... Continua…
Milano, 1905. Un vecchio giustiziere
La mattina del 27 dicembre 1905, poco dopo le otto, due agenti di polizia si presentarono al portone del Pio albergo Trivulzio. È facile immaginare lo stupore che l’evento dovette suscitare tra il personale e tra gli stessi ricoverati, quando si seppe che gli agenti ... Continua…
Milano, 1950. Sorella Morfina
Al principio del mese di agosto del 1950, la farmacista del Pio albergo Trivulzio si accorse di un anomalo consumo di fiale di Dolisina, un antidolorifico dall’azione simile a quella della morfina. Fatte le prime verifiche, l’ammanco risultò evidente, e di ciò la dottoressa diede ... Continua…
Milano, 1892. La voce dei Martinitt
Il 10 aprile 1892 il sedicenne Eugenio Boles fu espulso dall’Orfanotrofio dopo essersi opposto a una punizione inflittagli per insubordinazione e, in segno di solidarietà, gli orfani iniziarono una dura contestazione. L’episodio ebbe larga eco sulla stampa cittadina, soprattutto su quella di orientamento conservatore, che ... Continua…
Monza, 1945. Così come la racconta Vanna
Giovanna P., chiamata Vanna, dattilografa presso la sede del Fascio di Monza, nel giugno 1945 viene denunciata e arrestata in quanto spia nazifascista e accusata di intrattenere relazioni con elementi fascisti. Durante una perquisizione a casa sua vengono trovate la tessera della Gioventù Italiana del ... Continua…
Milano, 1945. Il sospetto
Fecondo R., ex fascista proprietario di un’officina, nell’ottobre del 1945 si trova nel Carcere di Bresso dove è rinchiuso senza un’accusa specifica e senza aver subito un interrogatorio. Nella sua dichiarazione afferma che, nel maggio dello stesso anno, fu fermato per strada da un partigiano ... Continua…
Milano, 1916. Nando e i suoi fratelli
La famiglia B. viveva a Milano, in via S. Marco al n. 18. Si trattava di una famiglia borghese, senza particolari preoccupazioni economiche, almeno finché nel capofamiglia, l’avvocato Antonio, non iniziarono a manifestarsi dei problemi psichici. Non sappiamo quale fu il decorso della malattia ma ... Continua…
Milano, 1803. Resistenza e fuga dal servizio militare
Il 21 dicembre 1802, il prefetto di polizia del dipartimento dell’Olona Luini, scrivendo al Ministro della Guerra, lo informava che il vice prefetto di Pavia aveva segnalato una forte diserzione nella truppa di guarnigione di quella città. Quest’ultimo aveva sollecitato le autorità locali, mediante un’apposita ... Continua…
Milano, 1919. Massimiliano in Cirenaica
Massimiliano nasce il 23 marzo 1910 a Crescenzago, quando Crescenzago era ancora un piccolo comune indipendente da Milano. Il padre Giovanni e la madre Carolina muoiono quando Massimiliano è ancora un bambino e i fratelli Genoveffa e Giordano sono troppo giovani per prendersene cura. Così ... Continua…
Milano, 1945. Era conosciuto come un poco di buono
Prima del 1943 Giovanni B. era conosciuto come un poco di buono, un uomo senza denaro, che ricorreva a ricatti e furti per guadagnare. Nel giro di un anno acquista 2 ville (una a Cusano Milanino e l’altra in provincia di Varese) che arreda con ... Continua…
Milano, 1796. Balossi, banditi e forestieri
La Municipalità di Lodi, rivolgendosi all’Amministrazione Generale della Lombardia nel settembre del 1796, di fronte al fatto che il suo territorio era infestato da “ladri che minacciano e rubano, e sulle pubbliche strade e nelle case”, chiedeva di ottenere alcune licenze di porto d’armi per ... Continua…
Milano, 1915. La papessa rossa
Durante la Prima guerra mondiale, tra il 1915 e il 1918, Milano è governata dalla giunta guidata dal socialista Emilio Caldara. A maggioranza socialista sono naturalmente anche i consigli degli enti controllati dal Comune, come la Congregazione di carità, presieduta dal prof. Luigi Minguzzi, e ... Continua…
Monza, 1848. Monza insorge
Sabato 18 marzo alla notizia della rivolta di Milano i monzesi si affollano alla stazione ferroviaria chi per recarsi a Milano per unirsi ai combattenti, chi per trattenere la truppa nemica che gli ordini del feldmaresciallo Radetzky richiama a Milano. La folla circonda la truppa ... Continua…
Monza, 1849. Monza città occupata
Gli austriaci erano tornati dal 4 settembre 1848. Nel proclama del 27 luglio Radetzky aveva detto “Italiani, io vi stendo la mano per una riconciliazione sincera”. Ma la mano sincera aveva intimato la legge marziale il 4 settembre 1848. La mano sincera grondava di sangue. Continua…
Monza, 1848. L’ordine era chiaro
Qualcuno raccontò agli austriaci che sotto un mucchio di immondizie alla Cascina Bruciata nei pressi di Monza si trovava nascosta una cassa contenente armi e drappi tricolori. Alla Cascina Bruciata lavoravano come contadini i Rivolta, padre e figlio. Tanto bastò per condannare a morte i due. ... Continua…
Monza, 1859. In fuga con Garibaldi
Nei primi mesi del 1860 le voci di una Spedizione per unificare in un unico Stato i popoli italiani divennero sempre più frequenti, tenendo il 19enne Mapelli in uno stato di febbrile agitazione. Quando dall’amico Cairoli seppe che la spedizione per liberare la Sicilia e ... Continua…
Cervignano, 1860. Quando manca l’abito per fare il monaco
Le operazioni di carabinieri in borghese sono indispensabili ai militari dell’Arma per agire sotto copertura più efficacemente e con maggiore sicurezza per la loro incolumità. A volte però il travestimento è così ben riuscito, che è difficile distinguere tra i delinquenti e le forze dell’ordine, ... Continua…
Lodi, 1860. Un garibaldino troppo zelante
Nelle prime ore del pomeriggio del 7 ottobre 1860, un carretto carico di una ventina di ragazzotti, procede all’andatura consentita dalle povere forze dell’unico cavallo da tiro, lungo la strada da Paullo a Milano. I giovani passeggeri discutono eccitati tra loro: “Gliela faremo vedere noi! ... Continua…
Mantova, 1886. Esposto indifeso, ladro di spighe
Il mese di agosto a Mantova non è un mese facile, ma l’agosto del 1886 per il presidente del Consiglio Ospitaliero è particolarmente travagliato, tormentato com’è da un rovello che non gli dà pace. Oggetto del contendere è un bambino esposto affidato a una coppia ... Continua…
Mantova, 1951. Con l’acqua alla gola
Novembre 1951. Dopo la fine del conflitto, la ripresa dell’Italia è lenta e faticosa. È il dopoguerra fatto di limitazioni, stenti e ricostruzioni difficili. Nei giorni dal 7 al 13 novembre in tutta l’immensa pianura padana cade una pioggia fitta e insistente. Si tratta di ... Continua…
Milano, 1910. Beffe anarchiche
12 giugno 1910, domenica. Quando rientrò nel dormitorio, l’assistente Merli si accorse che sul suo letto erano appoggiati alcuni oggetti. Era il contenuto del cassetto del suo tavolino, che, nel frattempo, era sparito. Nei giorni seguenti il personale dell’Istituto venne impegnato nelle ricerche del mobile, ... Continua…
Milano, 1848. Il ferimento dell’orfano Buzzi
Il 13 febbraio 1848, pervenne alla Direzione dell’Orfanotrofio Maschile una breve nota dell’I.R. Tribunale criminale della città, con la quale si richiedevano informazioni circa “la paternità e maternità, l’età precisa, la professione intrapresa e la condotta” di tre ex martinitt ricoverati presso l’Orfanotrofio circa 15 ... Continua…
Codogno, 1839. Una vita da precario
È un momento importante nella storia del Collegio Ginnasio Ognissanti di Codogno. Dopo anni di traversie e incertezze, il Governo austriaco ha finalmente concesso la parificazione dell’Istituto con i ginnasi pubblici dello Stato; la commissione costituita dall’Amministrazione del Collegio e dalla Deputazione Comunale deve ora ... Continua…
Mantova, 1944. Un’infanzia tradita
Il 14 luglio 1944, alle prime ore del mattino, Mantova subisce l’ennesima incursione aerea americana. Le formazioni di Liberator, dopo aver bombardato le zone intorno al Frassine colpendo le autocolonne tedesche, si dirigono sulla città, scaricando tutto il loro carico di morte: dirompenti da 50 ... Continua…
Mantova, 1862. L’infelice Rosina
Rosina Stefanini, giovane fantesca dei Buris, accudisce i bambini della casa. È da due anni al servizio della famiglia e accompagna spesso i padroni in villeggiatura a Governolo. La sera del 19 febbraio 1862, Rosina è strana e allegra: accetta il cibo che il cuoco ... Continua…
1830. Mantova. Infanticida a servizio
La mattina del 13 novembre 1830, Giuseppe e Colomba Ferri sentono vagiti lontani provenire dal gabinetto della loro casa in contrada Quarant’ore, a Mantova, e una volta sul luogo, scoprono con sorpresa e raccapriccio “un infante che giaceva nel cesso annesso alla casa”. La neonata, ... Continua…
1823-1828. Casaletto Ceredano. Questo non è un paese per esposti
Casaletto Ceredano, un borgo di un migliaio di abitanti nella pianura tra Lodi e Crema, che vive di agricoltura, viene coinvolto, nella sua interezza, nell’allevamento degli esposti dell’Ospedale Maggiore di Lodi. L’iniziativa è del baliere dell’Ospedale che un bel giorno del 1823 riempie due carrozze ... Continua…
1829. Lodi. Le esposte dell’Ospedale Maggiore
La Famiglia delle esposte è una spina nel fianco dell’Ispettore economo dell’Ospedale Maggiore di Lodi, il sacerdote Filippo Rubbiati, a cui sono formalmente affidate le giovani ospitate dal Luogo Pio degli Esposti, annesso all’Ospedale. Sono ragazze ormai grandi, adolescenti irrequiete, ribelli alla disciplina, che non ... Continua…
1831-1832. Pandino. Tiburzio Tadino
È una fredda mattina di novembre del 1831; all’ufficio dell’Economo dell’Ospedale Maggiore di Lodi si presenta Maria Del Fante, una contadina che in passato ha servito il Luogo pio degli esposti, annesso all’Ospedale, come balia a pagamento. Conduce con sé un ragazzino lacero, scalzo e ... Continua…
1851-1852. Borghetto Lodigiano. Camilla torna a casa
Il 25 novembre 1851 Giovanni Cavezzali e Maria Carini, coniugi di Lodi, si presentano all’Ufficio di Balieria del Luogo Pio degli esposti con la speranza di poter riabbracciare la bambina che avevano lasciato nella ruota dell’Ospedale Maggiore poco più di due anni prima. Il ricongiungimento tra ... Continua…
1903. Milano. Piombo regio
Nell’agosto del 1903 Stilo, contadino della zona di Torre Annunziata, era riuscito, grazie ad alcuni contatti privilegiati, a spuntare un’esclusiva concessione di concime. Il 31 agosto un folto gruppo di contadini si radunò armati alla bell’e meglio per appropriarsi delle «materie fecali» e impedire a ... Continua…
1561. Cremona. Criminalità aristocratica.
Nella Lombardia del 1561, era assoluto divieto di girare armati di archibugi da ruota. Quante volte durante le feste o in altri momenti collettivi, in cui era facile arrivare alle mani, si usavano quei simpatici marchingegni per rimarcare il proprio punto di vista? E allora ... Continua…
1593. Osteno, Val d’Intelvi. Giustizia autogestita.
Alla fine del ’500 il banditismo è un fenomeno molto diffuso nello Stato di Milano, così come in tutti gli altri stati di antico regime. Bande organizzate di malviventi si spostano, a piedi o a cavallo, nelle campagne, assalendo paesi, compiendo razzie e omicidi e ... Continua…
1934. Lumezzane, Valtrompia. Gli esordi di un discolo.
Vittorino è cresciuto male, chissà perché. Riottoso ad ogni disciplina non ne vuol sapere di metter la testa a posto. In classe disturba, secondo la maestra è "veramente deficiente", saccheggia le tasche dei compagni, ruba in casa, acciuffa biciclette non sue. Come se non bastasse ... Continua…
1831. Polaveno, Valtrompia. Misfatto sul monte Faito.
Maria se ne era andata dal marito, Carlo Peli, già da tempo. Se ne era andata "illegalmente", come preciseranno in seguito le autorità. La donna non era però rimasta sola, anzi. Le compagnie maschili che abitualmente frequentava avevano provocato in paese non pochi pettegolezzi. Che col tempo si ... Continua…
1913. Concesio, Valtrompia. Emma, la levatrice contestata.
Settembre 1913, Concesio, Valtrompia. In Consiglio Comunale giunge una missiva di protesta firmata da una cinquantina di madri: Emma, la levatrice, "abusa del suo mandato". Tanto per cominciare obbliga le partorienti a "sborsare" più del dovuto, poi fa pagare le medicine che a lei sarebbero ... Continua…
I Martinitt al concorso nazionale ginnico sportivo “Dux” (1929 – 1931)
L'educazione fisica è da sempre parte integrante della formazione dei martinitt. Nel 1909 nell'istituto viene costruita una palestra. Per altro già da alcuni anni gli orfani partecipano con una qualche regolarità a gare e concorsi ginnici. Giungono secondi alla coppa della Società Forza e Coraggio ... Continua…
I Martinitt alla Terza guerra d’Indipendenza (1857 – 1867).
Maggio del 1866, la guerra di liberazione del Triveneto dal dominio asburgico è imminente. Alcuni martinitt, con un età compresa tra i 16 e i 17 anni, decidono di arruolarsi nel Corpo Volontari Italiani, al comando del generale Giuseppe Garibaldi. Superato il vaglio della commissione di arruolamento ... Continua…
1918 – Linda: amore, guerra e follia.
Mancano ormai pochi mesi alla fine della grande guerra. Le armate degli imperi centrali sono state fermate sul fronte francese (nella seconda battaglia della Marna) e sul fronte italiano (linea del Piave). Di lì a poco, a guerra finita, comincerà il conto dei morti, dei feriti, ... Continua…
Milano 1848. Le cinque giornate dei Martinitt.
Milano, 18 marzo 1848. Come a Venezia la popolazione insorge contro il dispotismo imperiale. Nel corso dei cinque giorni di cruenti combattimenti la infermeria dei Martinitt viene utilizzata per curare i feriti, viene messa a disposizione una ambulanza, le fascine di legname dell'istituto sono utilizzate ... Continua…
1916. Guerra e follia. Un medico sul Carso.
L'errore forse era stato quello di volerlo far tornare a casa a tutti i costi. Tutto era cominciato due anni prima, nel 1916, quando una granata era scoppiata nella infermeria a ridosso delle prime linee, sul Carso: le macerie lo avevano travolto ma lui, un po' ... Continua…
La svolta politica dell’orfano Beretta (1892 – 1894).
1892. Il vento della sovversione proletaria è penetrato anche all'interno dell'orfanotrofio milanese. Nel mese di aprile, aizzati dalla propaganda anarchica, gli orfani danno vita a deplorevoli tumulti. Ma la direzione non se ne sta con le mani in mano: indaga, sorveglia, interviene. Alcuni giovani corrotti da ... Continua…
Una nuova vita sulla nave scuola Scilla (1924 – 1933).
Sino ad allora i martinitt, raggiunta la piena adolescenza, venivano avviati ai tradizionali lavori manuali introducendoli presso laboratori artigiani, officine, botteghe. Poi, nel 1924, la “Nave Asilo Scilla” venne a fare la sua proposta: ospitare un certo numero di orfani da indirizzare alla vita marinaresca. ... Continua…
Monza. 1879-1897. Lo chiamavano il Cremona
Il suo vero nome sarebbe Lorenzo ma tutti lo chiamano il Cremona per via che arriva da quella città. Non ha un lavoro fisso, mangia quando può. Ogni tanto rimedia pochi spiccioli offrendosi per qualche servizio ai verzieri del mercato o a altri bottegai. Il Cremona ... Continua…
L’educatore Morelli e la tragedia del laghetto Redecesio (1935 – 1937)
Il padre, persona di una qualche influenza, è riuscito a trovargli quel posto da educatore presso i Martinitt. Ma lui, Oreste Morelli, preferirebbe fare altro. Anche perché ormai ha quasi quaranta anni e non si sente tagliato per rincorrere ragazzini indisciplinati ed insegnare loro le ... Continua…
I tumulti del 1833 (1833)
"Il sottoscritto partecipa che lo stato dello Stabilimento è nella massima agitazione. La quiete e l’ordine sono caduti; nessuno è più rispettato, i commessi derisi e minacciati; nell’interno la subordinazione precaria e languida, nessuna esternamente; anzi si commettono al passeggio enormi pubblicità scandalose". Con queste ... Continua…
L’orfano Enrico Vaghi, anarchico, espulso, eroe (1885 – 1955).
Enrico Vaghi è un orfano. Enrico Vaghi è una testa calda. Lo è stato fin dai primi giorni del suo arrivo ai Martinitt dove entra quando ha poco più di otto anni. Ne ha quindici quando viene individuato come uno dei capi della rivolta, quella ... Continua…
