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Alessandro Bertante. Al diavul.

Due libri con la parola diavolo nel titolo. Non male. Di questi tempi. Di calma piatta. Va ricordato infatti che il diavolo è il primo rivoltoso in assoluto. Uno con gli attributi. Non si è mica rivoltato contro uno qualunque. Il padre eterno era il suo padrone. Mica bruscolini!
E di ribelli parlano i due romanzi.

Il secondo “Al Diavul” ci racconta la storia di Errico Nebbiascura, figlio di Ruggero, fabbro del paese di Montecastello e anarchico schedato dalla polizia. Errico, così lo chiama il padre in onore di Errico Malatesta, nasce con un occhio viola che lo distingue da tutti gli altri ma che è anche un presagio di sventura. Passa l’infanzia nella campagna alessandrina tra i campi e la fornace del padre.

Lì arriva come un’eco lontana la notizia delle lotte degli operai torinesi e nella sede della Società operaia di mutuo soccorso di Pietra Marazzi si dibatte in maniera accesa tra socialisti, comunisti e anarchici. L’avvento del fascismo che distrugge il movimento operaio e le speranze di emancipazione e libertà chiude il protagonista in un periodo di mutismo e rassegnazione. Fino al grande colpo di testa di Ruggero. Prende e spedisce il figlio in Spagna. Per la precisione a Barcellona. La capitale dell’anarchismo rivoluzionario.

La Barcellona della guerra civile. Lì incontrerà la bellissima Marisol con la quale Errico vivrà tutte le fasi della guerra civile. Ma la felicità personale termina nella tragedia collettiva della sconfitta rivoluzionaria. Ed Errico cadrà in un abisso di solitudine. Diverrà Al Diavul della vendetta e della disperazione.

Dal punto di vista narrativo Bertante fa una scelta semplice ma con tutti i rischi della ripetizione. Sceglie la carta stranota, direi trita e ritrita, dell’espediente del manoscritto ritrovato. Si tratta di un quaderno scritto a matita da Errico e inviato a un nipote mai visto. Ma la cosa funziona. Forse anche perché il lettore si disarma e si dice “ma, se parte così non va molto lontano”. Invece va lontano. Procede per anelli concentrici che si allargano sempre di più. Fino alle splendide pagine dedicate alle giornate della rivolta anarchica di Barcellona, alla leggenda della columna Hierro, ai grandi leader anarchici: Buenaventura Durruti, Francisco Ascaso, Camillo Berberi, ecc. Una catena accurata di eventi e uomini.
In nessuna parte del libro si fa riferimento a un personaggio storico realmente esistito, ma certo questo Errico Al Diavul sembra un personaggio vero. Che ha avuto carne e ossa.

Due diavoli. Due grandi ribelli. Due scrittori di tutto rispetto. Da seguire.

[vedi Luigi Balocchi, Il diavolo custode]

Paolo Pozzi

Alessandro, Bertante, Venezia, Marsilio, 2008 .
Genere: romanzo

Pubblicato: 29 giugno 2009 [Luca Maccarelli]