Aa.Vv. La Storia siamo noi
La storia d’Italia attraversata nei suoi momenti più alti e più bassi da quattordici scrittori e scrittrici italiani, che a partire da una entusiastica quanto precaria vittoria, le cinque giornate di Milano, toccano tutti gli eventi più significativi, e quindi quasi inevitabilmente più abietti, della storia dell’Otto-Novecento, da Caporetto alla vita sotto il Fascismo, dall’8 settembre all’omicidio Moro, dalla strage di Ustica alla morte del re Agnelli, fino alla grottesca onirica e concretissima discesa negli inferi della stazione Centrale di Milano. E per farlo interrogano ora i grandi personaggi della Storia, ora le comparse che agli eventi contribuiscono quanto e più dei primi.
Il volume non ha il piglio del reportage né velleità di fedeltà alle fonti, e se questo può non disturbare qualora a parlare o pensare o raccontare siano figure oscure della Storia, farà invece storcere un po’ più il naso quando si tratti di personaggi ben diversamente noti (e allora eccoci messi a parte degli ultimi giorni e degli ultimi inconoscibili pensieri dell’Avvocato prima della sua morte, nel 2003; oppure ancora seguire con Radetzky l’esaltante escalation della rivolta milanese del 1848; o infine ripercorrere i ricordi giornalistici di Indro Montanelli dagli esordi fino al grande strappo del 1994).
Difficile dare un giudizio di valore complessivo sul libro, vista la grande difformità dei racconti, cosa d’altronde inevitabile in miscellanee di questo genere. Non prescindibile in ogni caso sembra più di ogni altro il testo di Antonio Franchini, Gli ultimi due italiani di Kobarid (ma da segnalare sono anche il bel ritratto di Colombati, quelli di Giancarlo Liviano D’Arcangelo e Nicola Lagioia, o l’inestricabile percorso di Genna, che citando Recalcati, Greppi e i Subsonica delinea un racconto da amare o odiare).
Aa.Vv., La Storia siamo noi, Vicenza, Neri Pozza, 2008 (Bloom), pp. 420.
Genere: racconto
Pubblicato: 22 maggio 2009 [Luca Maccarelli]
