Marco Santagata. Voglio una vita come la mia. Romanzo
Non è un romanzo storico, quindi, a rigore, queste note sono abusive. Però è un racconto che ci parla anche di storia. Quella degli italiani, di alcuni italiani, nati tra il 1945 e il 1950. Voglio una vita come la mia è il resoconto autobiografico di un professore universitario che alterna episodi dell’oggi con altri ambientati nel passato.
È una generazione prediletta dagli dei quella nata nell’immediato dopoguerra. I fortunati, oggi più o meno sessantenni, hanno goduto di una serie di favori celesti come mai prima. Tanto per cominciare il lungo periodo di pace: sessanta anni senza armi, senza eserciti, senza lutti. E poi: l’infanzia vissuta in una società arcora rurale a contatto con la terra e con i suoi riti ma vitalizzata dalle gioiose energie della ricostruzione postbellica. L’adolescenza che ha ricevuto il dono della improvvisa ricchezza da boom economico. La prima gioventù stordita dalla ventata liberatoria dal sessantotto. E ancora: il facile accesso ad impieghi e carriere negli anni settanta. E un presente vissuto col conforto di un buon lavoro, adeguato stipendio e pensione assicurata. Insomma una serie di infinite fortune di cui loro e solo loro, i beati sessantenni, hanno potuto godere. E che i fratelli maggiori e quelli minori si rodano per l’eternità.
Pubblicato: 10 ottobre 2008 [Erregì]
