Luigi Guarnieri. I sentieri del cielo. Romanzo
Stride. La suggestione lirica del titolo con la ferocia dei fatti narrati, stride. 1863. Lo stato unitario è appena nato ma sconta già i suoi peccati. In Calabria, come in larga parte del meridione, divampa il brigantaggio, risposta estrema di un popolo pezzente al perpetuarsi della sua miseria. L’esercito invasore dei Piemontesi cerca di reprimere l’insorgenza ricorrendo ai mezzi più brutali. Il maggiore Albertis, a capo di un manipolo di uomini, si mette sulle tracce del bandito Evangelista Mancuso detto Boccadoro e lo va a snidare nella sua tana arroccata sulle rocce della Sila.
L’autore non ci risparmia i dettagli più atroci: assalti all’arma bianca, stupri, saccheggi, incendi di villaggi, eccidi di innocenti. È una prosa asciutta, senza compiacimenti, senza ricerca di effetti, fredda. Nelle pagine migliori, e non sono poche, sembra di assistere ad un documentario, un implacabile documentario in bianco e nero. La telecamera indugia sui poveri villaggi dei bovari, sui vicoli lordi, sui bambini denutriti, sui paesaggi amari, sui volti dei vecchi sdentati. Poi la telecamera vira e inquadra l’azione: colpi di fucile e di forcone, corpi devastati, intimità violate. Dove la narrazione è più concitata si fatica a staccarsi dalle pagine. E questo, si sa, non capita spesso.
La bibliografia sul brigantaggio meridionale è vastissima. Non sappiamo di quale e quanta l’autore abbia fatto uso anche perché non dichiara le fonti (e te pareva). Certo è che la conoscenza dei luoghi, della cultura materiale, dei fenomeni sociali sembra più che robusta. Non so se il racconto si riferisca ad un fatto reale, non sembrerebbe. Certo è che si alimenta da una pluralità di episodi che la cronaca prima e la storia poi ci hanno trasmesso.
Un libro da non perdere. Si legge dovunque, anche in tram.
Luigi Guarnieri, I sentieri del cielo, Milano, Rizzoli, 2008 (Scala italiani), pp. 326.
Genere: romanzo
Pubblicato: 10 ottobre 2008 [Erregì]
