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Giovanni Maria Bellù. L’uomo che volle essere Peròn. Romanzo

Sezione: Consigli di lettura | Argomenti: ,

Tre storie in una.

La prima è quella di Giovanni Piras, giovane che parte dalla Sardegna agli inizi del Novecento per cercare fortuna in Argentina; di lui, poco dopo il suo arrivo, si perde ogni traccia certa. La seconda riguarda addirittura Juan Domingo Peròn, uomo senza passato, che sbuca dal niente e diventa l’uomo più potente dell’Argentina. La terza ha per protagonista il narratore ed ha inizio di fronte allo scaffale di una libreria di Cagliari  ove è esposto un volume dal titolo “Juan Domingo Peròn-Giovanni Piras. Due nomi una persona”. Da qui prende le mosse un’inchiesta a ritroso per verificare la possibilità di questo “misterioso scambio di persona”. La ricerca consente all’autore di innescare sulla trama principale due varianti minori: quella della indagine stessa e quella del suo rapporto col padre. La vicenda del padre, prestigioso avvocato e fascista senza pentimento, permette a sua volta di raccontare altri avvenimenti del secondo dopoguerra in Sardegna.

Ci sono insomma tutte le premesse per aspettarsi un intreccio assai macchinoso; il solito pastiche freddo e intellettualoide. Invece il Bellù riesce con straordinaria levità, e questa è la cosa che stupisce di più, a raccontare tutte le storie. O forse sono solo favole?

La fiaba di Piras partito povero in canna,  assunto nel nord dell’Argentina in un’azienda ferroviaria e che in breve conquista la fiducia del padrone e l’amore della di lui figlia.  La storia di Peròn che entra nella scuola militare a sedici anni nel 1911 ove risulta assolutamente un mediocre, che destinato a Paranà riceve solo note di biasimo e che risulta, come recita il suo fascicolo personale, “mediocre ufficiale”. Poi all’improvviso, come si trattasse di un’altra persona, diventa Peròn  “uomo straordinario per carisma e per la sua capacità di lavoro”. Nel mezzo ci passa un anno e guarda caso il mediocre Peròn passa per San Cristòbal, ove risulta essersi trasferito Giovanni Piras.

Ma mentre il narratore affastella queste e altre innumerevoli coincidenze, nello stesso tempo le smonta ad una ad una fino a lasciarci in un mare di dubbi ove ogni cosa può essere vera o falsa, certa o incerta.  Certo è che Peròn ha sempre taciuto sul suo passato o lo ha pesantemente mistificato nelle sue biografie ufficiali.  Certo è che Giovanni Piras si inventò di essere argentino per sfuggire alla coscrizione della prima guerra mondiale. Certo è che…

Chiusa l’ultima pagina il lettore si pone alcune domande. Questo libro è un’inchiesta giornalistica come vorrebbe apparire? Oppure è un romanzo come è sicuramente, almeno in parte? O forse è un saggio storico?

E’ un gran bel libro, e questo può bastare.

Pubblicato: 5 novembre 2008 [Paolo Pozzi]