Luigi Guarnieri. L’atlante criminale. Romanzo
Questo romanzo è una vera sorpresa. Pensavo, vittima della vulgata su Cesare Lombroso, sai che noia la vita di questo uomo che ha passato la vita a tagliare le teste dei cadaveri per vedere se nel cervello c’era qualcosa in grado di spiegare la pazzia, e per giunta quella criminale! Perché Lombroso credeva veramente ci fosse un che di fisico nel cranio dell’uomo criminale, che magari veniva dai suoi antenati, e che lo aveva portato appunto al crimine. Se non ci credete andate a Torino al Museo di antropologia criminale ove sono conservati centinai di crani e maschere mortuarie raccolte da Lombroso in persona. Qui potrete anche consultare gli “Album dei delinquenti”: decine di raccoglitori dove il nostro collezionava acquarelli, ritagli di giornale, fotografie, disegni. Si tratta di documenti di lavoro utilizzati per lo sviluppo delle sue indagini e di quelle sue teorie che trovarono coronamento nella grande opera “L’uomo delinquente”. Anzi per essere precisi dal 1876 (anno di pubblicazione della prima edizione), Lombroso continuò ad aggiornarla fino alla sua morte, producendo un vero e proprio Atlante criminale.
Di quest’uomo, si direbbe persona cupa e ossessionata dal male, Guarnieri compone un ritratto “divertente”. Ci narra di un Lombroso geniale e stravagante, afflitto da una grafomania a dir poco dissennata che gli fa produrre a ripetizione pubblicazioni ove espone le sue dottrine spettacolari e deliranti. Dottrine che vengono conosciute, apprezzate, combattute in tutto il mondo. La diffusione della sua opera raggiunge livelli inverosimili. Alla fine dell’Ottocento è senza dubbio l’italiano più famoso su scala planetaria. Il pianeta di allora, si intende.
Ma Lombroso oltre a scavare il cervello di pazzi furiosi, mostri, assassini (e che più ne ha più ne metta), è anche il medico socialista che si interessa dei pellagrosi, degli operai di Torino e delle loro malsane abitazioni, dei poveri e dei dimenticati. Ed è per aiutare tutti questi che accetta nel 1902 la candidatura a consigliere comunale offertagli dai socialisti. Lombroso risulterà primo degli eletti. Poi romperà con i socialisti sull’aumento delle spese militari e sulla questione della centrale elettrica di Chiomonte, una grande opera che i socialisti torinesi si ostinano a voler costruire a tutti i costi e che Lombroso dimostra essere del tutto inutile, dannosa e costosa.
Ma il Lombroso di cui narra Guarnieri ha qualcosa a che spartire con il Lombroso reale, storico? L’assenza totale di note e di una pur minima bibliografia ci impone un atto di fede su ciò che leggiamo. Romanzo, biografia romanzata, romanzo biografico?
Anche Guarnieri appartiene alla scuola di coloro che producono stupendi “oggetti narrativi non identificati”. Ma questa è un’altra storia.
Luigi Guarnieri, L'atlante criminale. Vita scriteriata di Cesare Lombroso, Milano, Rizzoli, 2007 (BUR - Biblioteca Universale Rizzoli), pp. 316.
Genere: romanzo
Pubblicato: 4 novembre 2008 [Paolo Pozzi]
