Alberto Nessi. La prossima settimana, forse. Romanzo.
Vi sono uomini che hanno l’acume e la fortuna di cogliere i movimenti profondi della storia e hanno il coraggio di percorrerli fino in fondo facendo delle proprie scelte ragioni di vita.
La prossima settimana scoppierà la rivoluzione e verrà l’ora della riscossa proletaria. Forse. Questo è quello che ripete per dare coraggio a sé e ai propri compagni José Fontana, ancora pochi giorni prima della propria morte.
La prossima settimana, forse è il racconto della vita di uno dei capi fondatori del partito socialista portoghese. Nato a Cabbio, paesino di una valle ticinese, emigrato giovanissimo con la madre e la sorella nel Giura a fare il mestiere dell’orologiaio e infine approdato a Lisbona dove lavora come libraio, Fontana attraversa quello scorcio della seconda metà dell’Ottocento che vede la nascita del movimento operaio organizzato e delle sue prime espressioni di consapevolezza politica nei movimenti anarchici e socialisti. Ma che conosce anche la vertigine della prima grande disfatta, il sogno della Comune affogato nel sangue.
Non è un eroe, José, ma un uomo mite che con i pubblici discorsi e con l’esempio della sua esistenza partecipa ai destini dell’umanità oppressa e sa suscitare il fascino degli ideali di fratellanza e uguaglianza. Parole oggi desuete ma che, in quell’epoca, gonfiavano il cuore e pungevano le coscienze.
Il romanzo è scritto nella forma del memoriale dove, con pagine di intensa poesia, si intrecciano continuamente il piano della riflessione intima, dello sguardo sulla società e del ricordo militante.
Pubblicato: 31 ottobre 2008 [Erregì]
