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Roberto Cotroneo. Il vento dell’odio. Romanzo

Su lotta armata e dintorni, sul periodo cioè in cui un pezzo del movimento antagonista si risolse alla scelta estrema, è fiorita una letteratura debordante e non sempre di qualità: saggi, memoriali, racconti, autobiografie ecc. Questo romanzo di Cotroneo è l’ennesimo.

Narra la storia di due ragazzi degli anni settanta coinvolti a diverso livello in quelle crudeli vicende: Cristiano è figlio di un uomo dei servizi italiani con trascorsi fascisti; Giulia ha un padre di incrollabile fede comunista agente del patto di Varsavia. Nel periodo dello scontro più duro Cristiano è un militante che agisce con la pistola in pugno; Giulia invece assolve a ruoli minori di collegamento. Con la fine degli anni di piombo Cristiano fugge dall’Italia e vive da latitante in sud America; Giulia imbocca una brillante carriera nei media e mette su famiglia. Con lo scorrere del tempo quelle due vite, a fatica, conquistano comunque un loro apparente equilibrio. Il ritrovamento di un memoriale farà sì che il loro destino si rimetta in moto e che i due si incontrino nuovamente a distanza di trenta anni trovandosi coinvolti in un gioco assurdo dove si muovono, ora come allora, macchinazioni e trame oscure.

Le pagine sono ampiamente farcite di considerazioni di tipo etico, politico, storico, psicologico e altro ancora così da oscurare i momenti dell’azione. Nonostante l’encomiabile sforzo per approfondire tematiche così complesse, si ha comunque l’impressione che la narrazione resti piuttosto distante dal realmente accaduto.

Pubblicato: 27 ottobre 2008 [Erregì]