Carlo Lucarelli. L’ottava vibrazione. Romanzo
Massaua, Eritrea, 1896. C’è: un commesso coloniale di prima classe che si innamora di una giovane italiana sposata ad un suo amico e insieme ne progettano l’omicidio (nel senso omicidio del marito). Ma: una giovane africana selvatica, a sua volta presa d’amore del commesso coloniale italiano, cerca di sopprimere la rivale. E ci va di mezzo un quinto personaggio. Poi c’è: un arabo servitore del commesso coloniale italiano che si innamora di un giovane patriota eritreo il quale opera da spia ai danni degli italiani invasori e a favore di Menelik. Il giovane patriota, reduce da una notte d’amore con l’amante, viene sorpreso dalle guardie. E ancora c’è: un carabiniere travestito da soldato semplice che indaga su un ufficiale antipatico da morire, drogato e pervertito che uccide bambini. Ma ci sono anche: le truppe coloniali che marciano alla conquista dell’Etiopia contro le armate del negus. Nella marcia di avvicinamento un soldato contadino si perde, fa la conoscenza di una certa signora di colore, decide di fermarsi, coltivare fave e metter su famiglia.
C’è tutto questo e molto altro ancora. Forse troppo. Anche per un racconto corale come vuole essere questo L’ottava vibrazione. Già, forse troppo. Il libro l’ho letto volentieri ma all’inizio mi sono un po’ perso nella folla dei personaggi. Alcuni dei quali non mi hanno completamente convinto. Ci ho trovato però una gran quantità di cose belle: una città di mare perennemente sprofondata nell’afa, un amore omosessuale, le tante parlate regionali dei personaggi, i caratteri selvatici di alcuni indigeni.
Libro da leggere. Magari durante le vacanze d’estate perché ci vuole tempo e attenzione. Consigliati: terrazzo afoso e birra.
La trama delle piccole storie in primo piano è inventata di sana pianta. Lo sfondo, cioè l’ambiente della Colonia, è ricostruito con grande sapienza. Lucarelli ha lavorato sodo per documentarsi come testimoniano i numerosi dettagli che animano l’agire dei personaggi: le case coloniali, i commerci, l’organizzazione dell’esercito, le vicende militari, la città, gli abbigliamenti, le armi ecc. In una postilla finale l’autore ci informa che la sua ricerca è stata lunga, faticosa, fruttuosa (grazie anche all’aiuto di un angelo da biblioteca generosa di fotocopie). Però praticamente nulla sappiamo delle fonti che ha effettivamente utilizzato. Peccato.
Carlo Lucarelli, L'ottava vibrazione, Torino, Einaudi, 2008 (Einaudi Stile Libero Big), pp. 456.
Genere: romanzo
Pubblicato: 7 ottobre 2008 [Erregì]
