Per raccontare le storie e la storia. Modelli
C’è il ricercatore professionale di ambito accademico che pubblica i propri studi senza la preoccupazione che qualcuno li legga al di fuori della cerchia degli specialisti. Il suo lavoro da minatore delle fonti è prezioso, imprescindibile.
Poi c’è il ricercatore amatoriale, spesso storico locale, con una attrezzatura critica magari un po’ approssimativa ma che ha grandissima familiarità con le sue fonti e produce indagini spesso assai accurate e utili; pubblica in loco e parla al pubblico della sua comunità.
E c’è anche il grande divulgatore che produce libri di storia per farsi leggere e spesso ci riesce. Non pratica la ricerca di prima mano, sovente ha le idee confuse sulle fonti, i suoi lavori si nutrono per lo più delle fatiche della prima categoria.
Ma c’è anche lo studioso di livello universitario che talora veste i panni del grande divulgatore riuscendo ad interloquire con grandi pubblici.
Ed infine ci sono i narratori, autori di romanzi e racconti storici che con il “realmente accaduto” hanno talora, non sempre, un rapporto di mera strumentalità.
Questo articolo affronta le diverse figure che operano sul terreno del “raccontare la storia e le storie” senza nessunissima pretesa scientifica. Ma unicamente per rispondere alla domanda: a chi deve assomigliare lo scrittore de “I documenti raccontano“?
Pubblicato: 17 ottobre 2008 [Erregì]
