1944. Un’infanzia tradita. Storia di Renata
Sapranno, i giovani studenti che hanno scritto questi 150 racconti sulla storia di Renata, sfortunata bambina mantovana mutilata dalle bombe, di aver imitato, in forma letteraria, un genere che in musica ha avuto tanta fortuna?
Gli allievi dell’Istituto Comprensivo “Luisa Levi” hanno infatti realizzato, lo sappiano o no, 150 variazioni sul tema. Hanno cioè modulato in 150 forme diverse un’unica storia. E l’hanno fatto con l’interesse e la simpatia istintiva che alla loro età li porta quasi sempre a condividere emozioni e sentimenti con i più sfortunati.
Ma non è solo l’empatia verso la piccola Renata quel che piace in questi lavori. Spesso sorprende il punto di vista che i giovani autori hanno cercato di assumere: dall’invenzione di far parlare la bomba, al tentativo di interpretare situazioni più contraddittorie come gli stati d’animo dei piloti dei bombardieri, o i sentimenti dei primi soccorritori della bambina ferita. Insomma, un variare di interpretazioni e di rappresentazioni che rende questo scolastico lavoro a suo modo sorprendente.
È pressoché inevitabile che un’adunata così ampia di scritti sconti approssimazioni o piccoli errori. Il gruppo di lavoro che ha coordinato l’esperimento non ha tuttavia ritenuto opportuno correggere quelli che in linguaggio redazionale si chiamano svarioni, perché anch’essi testimoniano delle caratteristiche dell’esperienza, e anche dei suoi limiti. Alla fine, si tratta di documentare quel che è stato fatto e in questo stanno gli insegnamenti utili.
Quel che è certo è che nel percorso dai documenti ai racconti i ragazzi hanno imparato, tutti, che la verità storica è frutto di ricerca e che essa non riguarda astratte questioni, ma interseca la nostra esistenza quotidiana. Così la vicenda di Renata, bimba mantovana vittima, come tante, della ferocia ottusa della guerra, ha potuto rivivere per qualche tempo nelle mani partecipi ed emozionate di tanti ragazzi solo di poco più grandi di lei e di lei molto, ma molto più fortunati.
Pubblicato: 21 maggio 2009
