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	<title>I documenti raccontano</title>
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	<description>Cerchiamo delle storie, storie di donne e uomini. Le cerchiamo negli archivi. Le studiamo. E poi restituiamo racconti.</description>
	<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 01:08:51 +0000</pubDate>
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		<title>Concorso per le scuole, edizione 2009-2010</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 14:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Maccarelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Lavori in corso]]></category>

		<category><![CDATA[Milano. Archivio Martinitt e Stelline]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno l’Azienda di Servizi alla persona Martinitt, Stelline e Pio Albergo Trivulzio indice un concorso di narrativa per le scuole di Milano e provincia. Sono previsti premi per le prove migliori; gli elaborati verranno editi in una apposita pubblicazione.
Per l’edizione 2009/2010 del concorso sono stati elaborati i seguenti nove percorsi
tematici:

Criminalità aristocratica nella Cremona spagnola
Banditismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno l’Azienda di Servizi alla persona Martinitt, Stelline e Pio Albergo Trivulzio indice un concorso di narrativa per le scuole di Milano e provincia. Sono previsti premi per le prove migliori; gli elaborati verranno editi in una apposita pubblicazione.</p>
<p>Per l’edizione 2009/2010 del concorso sono stati elaborati i seguenti nove percorsi<br />
tematici:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.idocumentiraccontano.it/documenti/506/">Criminalità aristocratica nella Cremona spagnola</a></li>
<li><a href="http://www.idocumentiraccontano.it/documenti/505/">Banditismo nel Comasco tra la fine del Cinquecento e i primi del Seicento</a></li>
<li>I Martinitt alle Cinque Giornate di Milano</li>
<li>Breve, la vita dell’infelice Andrea M., istitutore mancato e giardiniere immaginario</li>
<li><a href="http://www.idocumentiraccontano.it/documenti/508/">“Pro vittime piombo regio” la questua benefica di due orfani dall’illustre futuro</a></li>
<li><a href="http://www.idocumentiraccontano.it/documenti/555/">Il ferimento dell’orfano Buzzi</a></li>
<li>La banda dei Martinitt in Tripolitania</li>
<li>I Martinitt al concorso nazionale ginnico sportivo Dux</li>
<li><a href="http://www.idocumentiraccontano.it/documenti/559/">La società anarchica per beffeggiare i superiori</a></li>
</ul>
<p>La scadenza per la presentazione degli elaborati è fissata per il 24 aprile 2010. Ulteriori informazioni sul sito: <a href="www.pioalbergotrivulzio.it">www.pioalbergotrivulzio.it</a></p>
<p>Qui, il depliant dell’iniziativa <a href="http://www.idocumentiraccontano.it/wp-content/uploads/2010/02/pieghevole_i-documenti-raccontano_2010.pdf">Concorso narrativo per le scuole</a></p>
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		<title>I cappelli della regina di Marisa Casalini Farinet</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 14:32:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Maccarelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le nostre pubblicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Autunno 1917, Roma, Villa Savoia. «Mi hanno detto che lei crea dei bellissimi cappelli, ma è anche moglie di un ufficiale dei bersaglieri, al fronte dall’inizio della guerra»: così la regina Elena accoglie Maria Casalini, modista con negozio a Milano. È il culmine di una passione creativa, nata a Parma, in una famiglia segnata dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.idocumentiraccontano.it/wp-content/uploads/2010/02/copertina-farinet.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-577" src="http://www.idocumentiraccontano.it/wp-content/uploads/2010/02/copertina-farinet-201x300.jpg" alt="copertina-farinet" width="201" height="300" /></a><br />
Autunno 1917, Roma, Villa Savoia. «Mi hanno detto che lei crea dei bellissimi cappelli, ma è anche moglie di un ufficiale dei bersaglieri, al fronte dall’inizio della guerra»: così la regina Elena accoglie Maria Casalini, modista con negozio a Milano. È il culmine di una passione creativa, nata a Parma, in una famiglia segnata dalla difficoltà di vivere, e proseguita a Milano fino al prestigioso atelier di via Monte Napoleone. La vicenda di Maria si intreccia con la storia d’Italia tra Otto e Novecento: dai moti socialisti all’«inutile strage» della Prima guerra mondiale, cui partecipa, come ufficiale, il marito di Maria, Arnaldo Casalini. Questa è infatti anche la storia di un grande amore: da una parte, la modista dotata di grande estro, intuizione e volontà di emergere, al contempo moglie, madre, e geniale lavoratrice; dall’altra, il bell’ufficiale, poi contabile alla Campari di Milano, sempre amato, ma più pensieroso e riflessivo. Se in tutto ciò esiste possibilità di scontro, Maria saprà mediare, persuadere, rischiare e, quando occorre, rinunciare, facendo vincere il profondo amore e la passione che hanno legato due personalità così diverse eppure così vicine. Intorno, una folla di personaggi che disegna un affresco di quella lontana Italia, dalla sonnolenta, bonaria e opima provincia parmigiana alla grande città che provava a diventare metropoli europea.<br />
Il libro, scritto dalla figlia della protagonista, è accompagnato da un bellissimo inserto di fotografie tratte dall&#8217;archivio personale di Marisa Farinet, di cui anticipiamo alcune immagini.</p>
<p>I cappelli della regina<br />
di Marisa Casalini Farinet<br />
FrancoAngeli, Milano, 2009<br />
192 pp., € 22,00<br />
ISBN 978-88-568-1628-0</p>
<p><a href="http://www.idocumentiraccontano.it/wp-content/uploads/2010/02/maria-e-arnaldo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-578" src="http://www.idocumentiraccontano.it/wp-content/uploads/2010/02/maria-e-arnaldo-150x150.jpg" alt="maria-e-arnaldo" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.idocumentiraccontano.it/wp-content/uploads/2010/02/maria-con-un-modello-di-sua-creazione.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-580" src="http://www.idocumentiraccontano.it/wp-content/uploads/2010/02/maria-con-un-modello-di-sua-creazione-150x150.jpg" alt="maria-con-un-modello-di-sua-creazione" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.idocumentiraccontano.it/wp-content/uploads/2010/02/arnaldo-con-il-reggimento-di-bersaglieri.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-581" src="http://www.idocumentiraccontano.it/wp-content/uploads/2010/02/arnaldo-con-il-reggimento-di-bersaglieri-150x150.jpg" alt="arnaldo-con-il-reggimento-di-bersaglieri" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Martinitt. Gli elaborati premiati</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 15:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Maccarelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Lavori in corso]]></category>

		<category><![CDATA[Milano. Archivio Martinitt e Stelline]]></category>

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		<description><![CDATA[A seguito della premiazione del Concorso narrativo per le scuole &#8220;I documenti raccontano&#8221;, tenutasi martedì 26 maggio 2009 alle ore 9.30, all’Auditorium “Giorgio Gaber” presso il Palazzo Pirelli, pubblichiamo gli elaborati che hanno vinto la prova narrativa per le scuole medie inferiori e medie superiori.
Il lavoro della II A dell&#8217;Istituto comprensivo di via Leone Tolstoj, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito della <a href="http://www.idocumentiraccontano.it/lavori/507/">premiazione del Concorso narrativo per le scuole &#8220;I documenti raccontano&#8221;</a>, tenutasi martedì 26 maggio 2009 alle ore 9.30, all’Auditorium “Giorgio Gaber” presso il Palazzo Pirelli, pubblichiamo gli elaborati che hanno vinto la prova narrativa per le scuole medie inferiori e medie superiori.</p>
<p>Il lavoro della II A dell&#8217;Istituto comprensivo di via Leone Tolstoj, <em>I Martinitt al &#8220;DUX&#8221;. Spine e dolori, vittorie e allori</em>, &#8220;si distingue per l&#8217;efficace scelta della forma diaristica sostenuta da una solida ricerca storica&#8221;.</p>
<p>Il testo di Stefano Mauri, della classe V A dell&#8217;istituto ITI &#8220;G.L. Lagrange&#8221;, &#8220;denota particolare coerenza nella struttura narrativa e si giova di una espressione matura, ricca di suggestioni letterarie e riferimenti storici appropriati&#8221;.</p>
<p><a href='http://www.idocumentiraccontano.it/wp-content/uploads/2010/01/i-martinitt-al-dux-della-classe-2a-a-del-leone-tolstoj.zip'>I Martinitt al dux, della classe 2a A del Leone Tolstoj</a></p>
<p><a href='http://www.idocumentiraccontano.it/wp-content/uploads/2010/01/utopia-e-realta-di-stefano-mauri.pdf'>Utopia e realta, di Stefano Mauri</a></p>
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		<title>Mantova, 1951. Con l&#8217;acqua alla gola</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 14:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Maccarelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mantova. Archivio storico]]></category>

		<category><![CDATA[Storie dagli archivi]]></category>

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		<description><![CDATA[Novembre 1951. Dopo la fine del conflitto, la ripresa dell’Italia è lenta e faticosa. È il dopoguerra fatto di limitazioni, stenti e ricostruzioni difficili. Nei giorni dal 7 al 13 novembre in tutta l’immensa pianura padana cade una pioggia fitta e insistente. Si tratta di piovaschi eccezionali, fuori dal comune; il freddo è pungente e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Novembre 1951. Dopo la fine del conflitto, la ripresa dell’Italia è lenta e faticosa. È il dopoguerra fatto di limitazioni, stenti e ricostruzioni difficili. Nei giorni dal 7 al 13 novembre in tutta l’immensa pianura padana cade una pioggia fitta e insistente. Si tratta di piovaschi eccezionali, fuori dal comune; il freddo è pungente e il cielo, sempre grigio, sembra voler rovesciare tutte le sue nuvole. Il Po, per la pressione della piena, pian piano si gonfia come un mostro gigantesco.</p>
<p>All’improvviso, nella notte tra il 13 e il 14 novembre, attraverso tre grandi falle negli argini maestri, il fiume rigetta una terrificante massa d’acqua, invadendo case, terre coltivate, fattorie e paesi. Non esiste possibilità di difesa. Le tracimazioni più gravi si verificano tra il 14 e il 15 novembre, finché la provincia di Rovigo e una parte delle province di Mantova e Venezia non vengono sommerse.</p>
<p>Un fiume torbido e schiumoso, quasi senza incontrare ostacoli, scende verso la bassa pianura, trascinando ogni cosa.<br />
È l’alluvione.<br />
Si preannunciano anni di miseria, quella che, sul grande fiume, come dicono i personaggi di Bacchelli, viene sempre in barca.</p>
<p><a href='http://www.idocumentiraccontano.it/wp-content/uploads/2009/11/mantova-1951-con-lacqua-alla-gola.zip'>mantova-1951-con-lacqua-alla-gola</a></p>
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		<title>Con l&#8217;acqua alla gola. Mantova e l&#8217;alluvione del 1951</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 13:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Maccarelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Lavori in corso]]></category>

		<category><![CDATA[Mantova. Archivio storico]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua a produrre i suoi frutti il laboratorio di scrittura promosso dall’Archivio Storico di Mantova. L’anno scolastico 2008-2009 ha visto impegnati gli alunni della Scuola Primaria “Pomponazzo”, della Scuola Secondaria “L.B. Alberti” e dell’Istituto Superiore “Bonomi-Mazzolari” a creare racconti riguardanti l’alluvione di Mantova del 1951 e le sue conseguenze. Le storie, immaginate a partire da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua a produrre i suoi frutti il laboratorio di scrittura promosso dall’Archivio Storico di Mantova. L’anno scolastico 2008-2009 ha visto impegnati gli alunni della Scuola Primaria “Pomponazzo”, della Scuola Secondaria “L.B. Alberti” e dell’Istituto Superiore “Bonomi-Mazzolari” a creare racconti riguardanti l’alluvione di Mantova del 1951 e le sue conseguenze. Le storie, immaginate a partire da documenti d’archivio, sono state raccolte in collaborazione con la Fondazione Mondadori nel libro <em>Con l’acqua alla gola. Mantova e l’alluvione del 1951</em><br />
In occasione della presentazione del volume intervengono:</p>
<p><strong>Paolo Gianolio</strong> - Vice Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Mantova<br />
<strong>Robero Archi</strong> - Dirigente Scolastico<br />
<strong>Annamaria Mortari</strong>, <strong>Francesco Cattaneo</strong>, <strong>Annamaria Andreussi</strong>, <strong>Isora Bertoni</strong>, <strong>Marilena Paolini</strong> - Laboratorio di scrittura<br />
<strong>Gilberto Cavicchioli</strong> - Testimone del tempo<br />
<strong>Laura Torelli</strong> - Lettura dei racconti</p>
<p>Sabato 28 novembre ore 10.30 presso l’Aula Magna del Seminario Vescovile di via Cairoli 20 a Mantova</p>
<p><a href='http://www.idocumentiraccontano.it/wp-content/uploads/2009/11/copertina-con-lacqua-alla-gola.pdf'>copertina-con-lacqua-alla-gola</a></p>
<p><a href='http://www.idocumentiraccontano.it/wp-content/uploads/2009/11/invito-archivio-mantova.pdf'>invito-archivio-mantova</a></p>
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		<title>Fondazione ISEC. Corso di scrittura creativa 2009-2010</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 11:07:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Maccarelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Lavori in corso]]></category>

		<category><![CDATA[Sesto San Giovanni. Fondazione ISEC]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il grande successo della prima edizione, riprende a Sesto San Giovanni il corso di scrittura creativa sulla base di documentazione d’archivio. Una bottega, un laboratorio in cui traendo spunto da dossier d’archivio si creano storie e racconti.
E inoltre: lezioni di tecnica della narrazione, workshop, incontri con scrittori, storici e professionisti della scrittura, sfide letterarie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il grande successo della prima edizione, riprende a Sesto San Giovanni il corso di scrittura creativa sulla base di documentazione d’archivio. Una bottega, un laboratorio in cui traendo spunto da dossier d’archivio si creano storie e racconti.</p>
<p>E inoltre: lezioni di tecnica della narrazione, workshop, incontri con scrittori, storici e professionisti della scrittura, sfide letterarie con le altre scuole del circuito e quest’anno, oltre ai dossier di documenti, prenderemo spunto anche dalle fotografie degli archivi della Fondazione Isec.</p>
<p><strong>Aperto a tutti (fino a esaurimento posti) e gratuito.</strong><br />
<span style="color: #ff0000;">Ogni quindici giorni, il martedì, fino a giugno.</span></p>
<p>Dal 10 novembre 2009, dalle 18 alle 20, alla <strong>Villa Mylius</strong>, Largo La Marmora 17,<br />
Sesto San Giovanni (<span style="color: #ff0000;">MM1</span> Sesto Rondò)</p>
<p>Per informazioni e iscrizioni telefonare o scrivere a</p>
<p><strong>Daniele Prati</strong>: 02.22476745 e-mail: comunicazione@fondazioneisec.it<br />
Fondazione Isec, Largo La Marmora 17 c.p. 104, 20099, Sesto San Giovanni<br />
Tel: 02.22476745 web: <a href="www.fondazioneisec.it">www.fondazioneisec.it</a></p>
<p><a href='http://www.idocumentiraccontano.it/wp-content/uploads/2009/11/volantino-fond-isec.zip'>volantino-fond-isec</a></p>
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		<item>
		<title>Milano, 1910. Beffe anarchiche</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 09:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Maccarelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Milano. Archivio Martinitt e Stelline]]></category>

		<category><![CDATA[Storie dagli archivi]]></category>

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		<description><![CDATA[12 giugno 1910, domenica. Quando rientrò nel dormitorio, l’assistente Merli si accorse che sul suo letto erano appoggiati alcuni oggetti. Era il contenuto del cassetto del suo tavolino, che, nel frattempo, era sparito. Nei giorni seguenti il personale dell’Istituto venne impegnato nelle ricerche del mobile, ma senza risultato. Furono ispezionate camerate, laboratori, locali di servizio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>12 giugno 1910, domenica. Quando rientrò nel dormitorio, l’assistente Merli si accorse che sul suo letto erano appoggiati alcuni oggetti. Era il contenuto del cassetto del suo tavolino, che, nel frattempo, era sparito. Nei giorni seguenti il personale dell’Istituto venne impegnato nelle ricerche del mobile, ma senza risultato. Furono ispezionate camerate, laboratori, locali di servizio, sotterranei, ma del tavolino non sembrava esserci più traccia.</p>
<p>Finché, il 17 giugno, l’economo con l’inserviente Rovera decisero di scendere nei sotterranei della scuola di disegno, che non erano ancora stati ispezionati. Lungo un corridoio notarono una porta chiusa a chiave e con due lucchetti. Insospettiti, decisero di forzarne la serratura, che cedette dopo qualche sforzo. Si trovarono così in una cantina senza finestre, dove, nella penombra, intravidero il tavolino che stavano cercando.</p>
<p>Dopo aver illuminato la stanza con una lampada si resero conto che si trattava di una vera e propria sala riunioni, con sedili, lampade, penne, matite, quaderni, bottiglie, un bicchiere e un salvadanaio. Appese, vi erano poi due cornici: una conteneva i testi degli inni agli anarchici Sante Caserio e Gaetano Bresci, l’altra il Regolamento di un’associazione segreta, le cui finalità erano dichiarate nel primo articolo: «Questa società fondata tra gli orfani (Martinitt) prosegue con idee anarchiche e rivoluzionarie è fatta a scopo di beffeggiare i superiori».</p>
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		<item>
		<title>Milano, 1848. Il ferimento dell’orfano Buzzi</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 12:15:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Maccarelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Milano. Archivio Martinitt e Stelline]]></category>

		<category><![CDATA[Storie dagli archivi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 13 febbraio 1848, pervenne alla Direzione dell’Orfanotrofio Maschile una breve nota dell’I.R. Tribunale criminale della città, con la quale si richiedevano informazioni circa “la paternità e maternità, l’età precisa, la professione intrapresa e la condotta” di tre ex martinitt ricoverati presso l’Orfanotrofio circa 15 anni prima: “Giuseppe Buzzi fu Franco e Rosa della Sala, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 13 febbraio 1848, pervenne alla Direzione dell’Orfanotrofio Maschile una breve nota dell’I.R. Tribunale criminale della città, con la quale si richiedevano informazioni circa “la paternità e maternità, l’età precisa, la professione intrapresa e la condotta” di tre ex martinitt ricoverati presso l’Orfanotrofio circa 15 anni prima: “Giuseppe Buzzi fu Franco e Rosa della Sala, ora di 31 anni, milanese; Valentino Lonati, già orefice, pure milanese e Nicola Rossi già fabbricatore di bastoni, domiciliato in questa città”.</p>
<p>Nella nota non si faceva cenno alle motivazioni della richiesta, ma al direttore dell’Orfanotrofio, C.P. Villa, non poteva non essere chiaro che i tre dovevano trovarsi in guai seri, considerato che il mittente era il Tribunale criminale. Nella sua risposta il direttore non ritenne tuttavia di dover richiedere ulteriori informazioni in proposito, limitandosi diligentemente a redigere tre brevi profili degli orfani.</p>
<p>Da essi emerge che, durante la loro permanenza nell’Istituto, gli ex martinitt Lonati, Rossi e Buzzi avevano subito provvedimenti disciplinari per la loro condotta ed erano stati allontanati dall’Orfanotrofio nel corso del 1833. La causa dell’allontanamento era per tutti, direttamente o indirettamente, legata a un trascorso comune, cioè il coinvolgimento nei tumulti che avevano scosso la vita dell’Istituto durante i primi mesi di quell’anno.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Codogno, 1839. Una vita da precario</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 08:37:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Maccarelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Lodi. Archivio civico]]></category>

		<category><![CDATA[Storie dagli archivi]]></category>

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		<description><![CDATA[È un momento importante nella storia del Collegio Ginnasio Ognissanti di Codogno. Dopo anni di traversie e incertezze, il Governo austriaco ha finalmente concesso la parificazione dell’Istituto con i ginnasi pubblici dello Stato; la commissione costituita dall’Amministrazione del Collegio e dalla Deputazione Comunale deve ora procedere a stabilizzare il personale insegnante, fino a quel momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È un momento importante nella storia del Collegio Ginnasio Ognissanti di Codogno. Dopo anni di traversie e incertezze, il Governo austriaco ha finalmente concesso la parificazione dell’Istituto con i ginnasi pubblici dello Stato; la commissione costituita dall’Amministrazione del Collegio e dalla Deputazione Comunale deve ora procedere a stabilizzare il personale insegnante, fino a quel momento provvisorio.</p>
<p>La prima intenzione dell’Amministrazione è di mettere a concorso le cattedre, risolvendo i contratti annuali. La direzione del Collegio non gradisce però allo stesso modo tutti i vecchi insegnanti. Nessuna critica può essere mossa ai sacerdoti Beduschi e Castoldi, insegnanti da molti anni e stimati precettori stipendiati dal Comune. Non altrettanto apprezzati sono i docenti di umanità e di grammatica: Giovanni Dell’Era e Gaudenzio Cernuschi. Il primo è tacciato di insubordinazione verso i superiori, comportamento irrispettoso, frequentazioni scandalose in paese, pessimo esempio per gli alunni; Cernuschi, invece, è accusato di relazioni extraconiugali, a dispetto di una numerosa famiglia e di un figlio appena nato.</p>
<p>Nessuna accusa è provata, ma le voci corrono; l’Amministrazione del Collegio potrebbe anche chiudere un occhio, dietro la promessa di un ravvedimento, ma la direzione insiste: soprattutto la presenza di Dell’Era è incompatibile “colla tranquillità e col buon andamento dello stabilimento, anche perché eransi sparse a di lui carico alcune voci, riguardo alla moralità e mosse tali accuse che lo gettavano nel discredito dell’universale”.</p>
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		<title>Mantova, 1944. Un’infanzia tradita</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 08:11:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Maccarelli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mantova. Archivio storico]]></category>

		<category><![CDATA[Storie dagli archivi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 14 luglio 1944, alle prime ore del mattino, Mantova subisce l’ennesima incursione aerea americana. Le formazioni di Liberator, dopo aver bombardato le zone intorno al Frassine colpendo le autocolonne tedesche, si dirigono sulla città, scaricando tutto il loro carico di morte: dirompenti da 50 kg e diecimila tra spezzoni e bombe incendiarie. La città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 14 luglio 1944, alle prime ore del mattino, Mantova subisce l’ennesima incursione aerea americana. Le formazioni di Liberator, dopo aver bombardato le zone intorno al Frassine colpendo le autocolonne tedesche, si dirigono sulla città, scaricando tutto il loro carico di morte: dirompenti da 50 kg e diecimila tra spezzoni e bombe incendiarie. La città viene semidistrutta, è una strage: 75 morti accertati e oltre cento feriti.</p>
<p>La mattina del 14 luglio 1944, Renata, una bambina mantovana di sei anni, raggiunge insieme alla nonna, alla sorella e a una cuginetta il Comune di San Giorgio, alla periferia della città, dove gli abitanti sono soliti rifugiarsi in caso di bombardamento, perché zona ritenuta sicura. Ma quella mattina a San Giorgio scoppia l’inferno: il cielo viene oscurato dalle bombe e non ci sono rifugi sicuri nelle vicinanze. La nonna, la sorella e la cugina di Renata muoiono durante l’attacco, mentre la bambina viene ferita al piede destro, tanto da rendere necessario amputarle la gamba fino al ginocchio.</p>
<p>La vita di Renata è definitivamente compromessa. Come riuscirà la bambina a costruirsi una vita normale nonostante l’handicap, ma soprattutto ad affrontare la perdita delle persone a lei più care? </p>
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