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Milano, 1939. Zaino in spalla

Alberto Manzini, classe 1864, di origini piacentine, era entrato al Pio albergo Trivulzio nel gennaio del 1936.

Il 19 agosto 1939 – come segnala il direttore – il vecchio lasciò l’Istituto “in regolare licenza estiva, su richiesta del figlio”. Tuttavia, la sua permanenza presso la casa del congiunto non si dovette protrarre a lungo, forse solo qualche ora, giusto il tempo necessario per mettere a punto gli ultimi dettagli del viaggio che già da tempo l’anziano aveva progettato e che finalmente si apprestava a compiere.

Era certamente di primo mattino, quando, indossata la divisa del Trivulzio e con un sacco da montagna sulle spalle, Manzini lasciò la casa del figlio. Ad aspettarlo non vi era nessuna automobile, né il vecchio aveva in tasca un biglietto del treno o del pullman; solo un taccuino, dove egli aveva annotato tutte le località principali – con le relative distanze – che avrebbe dovuto toccare lungo il suo cammino. Camminando dalle 5 e 30 del mattino fino a mezzogiorno e dalle 13 e 30 a sera, ogni giorno il vecchio avrebbe percorso dai 30 ai 35 chilometri, deciso a raggiungere la sua meta…

Allegati:
Dossier – Zaino in spalla

Pubblicato: 2 novembre 2011