Codogno, 1839. Una vita da precario
È un momento importante nella storia del Collegio Ginnasio Ognissanti di Codogno. Dopo anni di traversie e incertezze, il Governo austriaco ha finalmente concesso la parificazione dell’Istituto con i ginnasi pubblici dello Stato; la commissione costituita dall’Amministrazione del Collegio e dalla Deputazione Comunale deve ora procedere a stabilizzare il personale insegnante, fino a quel momento provvisorio.
La prima intenzione dell’Amministrazione è di mettere a concorso le cattedre, risolvendo i contratti annuali. La direzione del Collegio non gradisce però allo stesso modo tutti i vecchi insegnanti. Nessuna critica può essere mossa ai sacerdoti Beduschi e Castoldi, insegnanti da molti anni e stimati precettori stipendiati dal Comune. Non altrettanto apprezzati sono i docenti di umanità e di grammatica: Giovanni Dell’Era e Gaudenzio Cernuschi. Il primo è tacciato di insubordinazione verso i superiori, comportamento irrispettoso, frequentazioni scandalose in paese, pessimo esempio per gli alunni; Cernuschi, invece, è accusato di relazioni extraconiugali, a dispetto di una numerosa famiglia e di un figlio appena nato.
Nessuna accusa è provata, ma le voci corrono; l’Amministrazione del Collegio potrebbe anche chiudere un occhio, dietro la promessa di un ravvedimento, ma la direzione insiste: soprattutto la presenza di Dell’Era è incompatibile “colla tranquillità e col buon andamento dello stabilimento, anche perché eransi sparse a di lui carico alcune voci, riguardo alla moralità e mosse tali accuse che lo gettavano nel discredito dell’universale”.
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Pubblicato: 14 luglio 2009
