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Mantova, 1944. Un’infanzia tradita

Il 14 luglio 1944, alle prime ore del mattino, Mantova subisce l’ennesima incursione aerea americana. Le formazioni di Liberator, dopo aver bombardato le zone intorno al Frassine colpendo le autocolonne tedesche, si dirigono sulla città, scaricando tutto il loro carico di morte: dirompenti da 50 kg e diecimila tra spezzoni e bombe incendiarie. La città viene semidistrutta, è una strage: 75 morti accertati e oltre cento feriti.

La mattina del 14 luglio 1944, Renata, una bambina mantovana di sei anni, raggiunge insieme alla nonna, alla sorella e a una cuginetta il Comune di San Giorgio, alla periferia della città, dove gli abitanti sono soliti rifugiarsi in caso di bombardamento, perché zona ritenuta sicura. Ma quella mattina a San Giorgio scoppia l’inferno: il cielo viene oscurato dalle bombe e non ci sono rifugi sicuri nelle vicinanze. La nonna, la sorella e la cugina di Renata muoiono durante l’attacco, mentre la bambina viene ferita al piede destro, tanto da rendere necessario amputarle la gamba fino al ginocchio.

La vita di Renata è definitivamente compromessa. Come riuscirà la bambina a costruirsi una vita normale nonostante l’handicap, ma soprattutto ad affrontare la perdita delle persone a lei più care?

Allegati:
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Pubblicato: 6 luglio 2009