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1830. Mantova. Infanticida a servizio

La mattina del 13 novembre 1830, Giuseppe e Colomba Ferri sentono vagiti lontani provenire dal gabinetto della loro casa in contrada Quarant’ore, a Mantova, e una volta sul luogo, scoprono con sorpresa e raccapriccio “un infante che giaceva nel cesso annesso alla casa”. La neonata, figlia di Maria F., una cameriera lì al servizio da un mese, viene affidata alle cure di Paola Omezzali, anche lei domiciliata nella stessa abitazione, ma muore prima di sera.

Il corpo presenta numerose contusioni alla testa (che l’autopsia ordinata dal Tribunale criminale di Mantova e dal Commissariato comunale di Polizia individuerà quale causa del decesso, provocate da un corpo contundente o dovute alla caduta del corpo nel gabinetto), ma pure alcune lacerazioni sul torace e delle escoriazioni sulla nuca. Di sangue in bagno nessuna traccia, mentre il letto a due piazze di Maria ne è pieno. Cosa è successo? Chi è il padre? Perché la bimba è stata abbandonata?

Intanto Maria, che al momento del ritrovamento della neonata si trova a casa della madre, viene temporaneamente trasferita, su sollecito del Tribunale, presso il Civico ospedale di Mantova, in attesa del termine dell’istruttoria…

Allegati:
Maria F.

Pubblicato: 18 giugno 2009