1851-1852. Borghetto Lodigiano. Camilla torna a casa
Il 25 novembre 1851 Giovanni Cavezzali e Maria Carini, coniugi di Lodi, si presentano all’Ufficio di Balieria del Luogo Pio degli esposti con la speranza di poter riabbracciare la bambina che avevano lasciato nella ruota dell’Ospedale Maggiore poco più di due anni prima.
Il ricongiungimento tra i bambini esposti e i loro genitori naturali non è un fatto inusuale. A volte una coppia può considerare l’affidamento di un figlio alla carità pubblica una soluzione temporanea a un problema grave, ma contingente. Superato il momento di difficoltà, molti genitori tornano infatti a reclamare il loro bambino, esibendo l’altra metà del segnale di riconoscimento che avevano lasciato tra le fasce, proprio per favorire l’identificazione della loro creatura.
Giovanni e Maria hanno le carte in regola: la fede di matrimonio e l’attestato di povertà che dimostra il loro stato di indigenza attuale, per il quale nessuno può pretendere il pagamento di una somma per il mantenimento della bambina durante la sua permanenza nel Luogo Pio degli esposti. Hanno purtroppo smarrito la metà del segnale di riconoscimento che avevano lasciato tra i panni dell’esposta, però sono in grado di descriverlo accuratamente e ricordano di aver scritto: “si desidera per nome Camilla”.
Ma di Camilla si sono perse le tracce…
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Camilla torna a casa
Pubblicato: 26 maggio 2009
