1903. Milano. Piombo regio
Nell’agosto del 1903 Stilo, contadino della zona di Torre Annunziata, era riuscito, grazie ad alcuni contatti privilegiati, a spuntare un’esclusiva concessione di concime. Il 31 agosto un folto gruppo di contadini si radunò armati alla bell’e meglio per appropriarsi delle «materie fecali» e impedire a Stilo di utilizzarle per i propri fondi. Ne nacque un violento scontro con le forze dell’ordine chiamate a sedare la sommossa, che lasciò sul campo cinque morti tra la folla e divenne noto come «La strage di Torre Annunziata».
Nel 1903 Bernardino e Franco erano due giovani orfani dalla storia simile. Nati entrambi nel 1886 ed entrati nell’orfanotrofio a un solo giorno di distanza (l’8 e il 9 ottobre 1896), avevano idee socialiste. Al principio dell’autunno 1903 i due giovani diciassettenni vivevano quindi percorsi comuni (leggevano Gorkij, Hugo, Salgari, Tolstoj e Dostoevskij, raccoglievano opuscoli e libri di Turati, Malatesta e Gori) e lentamente l’innata ribellione e l’indignazione nei confronti delle ingiustizie lasciò spazio a più identificati ideali di socialismo.
Il vero incrocio di destini tra i due avvenne il 4 ottobre 1903, quando vennero a conoscenza che «Il comitato d’iniziativa degli anarchici che si intitola “Pro vittime piombo regio”» aveva promosso «una passeggiata di beneficenza e un Comizio di protesta per i fatti di Torre Annunziata». L’occasione era decisamente troppo importante perché Bernardino e Franco se la lasciassero sfuggire…
Allegati:
Dossier: “Pro vittime piombo regio”. La questua benefica di due orfani dall’illustre futuro
Pubblicato: 19 maggio 2009
