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1561. Cremona. Criminalità aristocratica.

Nella Lombardia del 1561, era assoluto divieto di girare armati di archibugi da ruota. Quante volte durante le feste o in altri momenti collettivi, in cui era facile arrivare alle mani, si usavano quei simpatici marchingegni per rimarcare il proprio punto di vista? E allora i feriti si sprecavano, e a volte anche i morti. Meglio vietarle, le armi, almeno in ambito cittadino.

Ma nonostante le numerose grida e i numerosi gridi per ricordarlo alla popolazione, c’era sempre qualcuno che se ne dimenticava. Come Antonio Maria Nigrini, servitore della potente famiglia dei Gonzaga di Cremona, che, forse per scherzo, aveva sparato un’archibugiata a un pesce nel fossato delle fortificazioni della città. Arresto quindi in flagranza per porto d’arma illegale, immediato trasferimento nelle carceri del castello e condanna a tre “squassi” di corda da erogare in pubblico.

Ma si sa, i nobili non sempre accettano di buon grado le imposizioni della legge, e i potenti del cremonese non facevano eccezione…

Allegati:
Dossier: Criminalità aristocratica nella Cremona spagnola
Documento: Inchiesta sui fatti
Documento: Supplica di Gallarati
Documento: Grida che proibisce il porto d’armi

Pubblicato: 29 aprile 2009