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1593. Osteno, Val d’Intelvi. Giustizia autogestita.

Alla fine del ’500 il banditismo è un fenomeno molto diffuso nello Stato di Milano, così come in tutti gli altri stati di antico regime. Bande organizzate di malviventi si spostano, a piedi o a cavallo, nelle campagne, assalendo paesi, compiendo razzie e omicidi e rapendo personaggi facoltosi per ottenere riscatti, per poi rifugiarsi nelle zone di confine, pronti alla fuga oltre frontiera.

Non faceva eccezione la Val d’Intelvi, nel territorio del comasco, dove ogni giorno gruppi di banditi armati attaccavano, depredavano e uccidevano. Ogni giorno fino a quando, nella primavera del 1593, alcuni abitanti di Osteno, nella Pieve di Porlezza, non decisero di organizzarsi autonomamente per respingere gli assalti.

Lo scontro fu cruento: cinque abitanti vennero uccisi, ma i quattro banditi catturati furono consegnati alle autorità, torturati e condannati a morte, e i loro corpi squartati ed esposti in pubblica piazza come ammonimento. Eppure, proprio quello era il momento di maggior pericolo per la popolazione…

Pubblicato: 29 aprile 2009