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1913. Concesio, Valtrompia. Emma, la levatrice contestata.

Settembre 1913, Concesio, Valtrompia. In Consiglio Comunale giunge una missiva di protesta firmata da una cinquantina di madri: Emma, la levatrice, “abusa del suo mandato”. Tanto per cominciare obbliga le partorienti a “sborsare” più del dovuto, poi fa pagare le medicine che a lei sarebbero consegnate a spese del Municipio.

Ma l’accusa più infamante, che pesa come un macigno sul buon nome della levatrice, è quella di turpiloquio. Offende le donne che richiedono le sue cure, “tutte porche e vacche” , e non disdegna qualche esplicita minaccia: “farebbe presto a mettere qualche cosa nelle bevande” per farle morire.

Il Consiglio Comunale, allarmato dai toni aspri e dai gravi motivi della protesta, convoca dunque la reproba Emma.

Pubblicato: 6 febbraio 2009