I tumulti del 1833 (1833)
“Il sottoscritto partecipa che lo stato dello Stabilimento è nella massima agitazione. La quiete e l’ordine sono caduti; nessuno è più rispettato, i commessi derisi e minacciati; nell’interno la subordinazione precaria e languida, nessuna esternamente; anzi si commettono al passeggio enormi pubblicità scandalose”. Con queste parole allarmate si apre il rapporto del rettore dell’Orfanotrofio Maschile di Milano. È il 18 febbraio 1833.
L’Istituto sembra ormai fuori controllo, in balia delle bande di ragazzini e adolescenti. Da tempo la rigidità dei sorveglianti, la qualità del vitto, il pane scadente hanno riscaldato gli animi e provocato le prime insubordinazioni. Il 22 marzo vengono espulsi tre ragazzi ritenuti tra i più turbolenti. È la scintilla. La sera stessa gli orfani danno vita alla rivolta, demoliscono infissi e distruggono arredi. Solo l’arrivo della polizia e l’arresto di alcuni dei ribelli riesce a sedare la sommossa. Almeno momentaneamente.
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Pubblicato: 10 ottobre 2008
