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La svolta politica dell’orfano Beretta (1892 - 1894).

1892. Il vento della sovversione proletaria è penetrato anche all’interno dell’orfanotrofio milanese. Nel mese di aprile, aizzati dalla propaganda anarchica, gli orfani danno vita a deplorevoli tumulti. Ma la direzione non se ne sta con le mani in mano: indaga, sorveglia, interviene. Alcuni giovani corrotti da quelle idee degeneri vengono sbattuti fuori.

Per fortuna ci sono ragazzi che hanno la testa a posto, che non si fanno traviare. Come il Francesco Beretta, ad esempio: allievo modello, ordinato, diligente, coscienzioso negli studi. Gli hanno persino riconosciuto il premio del “fregio di merito” per il profitto scolastico.

Come detto, gli elementi più pericolosi sono stati allontanati ma, a causa dei disordini, anche il direttore ha dovuto rassegnare le dimissioni. Quello che gli è subentrato però ne prosegue fedelmente l’opera: indaga, sorveglia, interviene.  A furia di indagare però, a volte si fanno scoperte che non si vorrebbe.

Nel mese di giugno 1893 anche il diligente Beretta viene pescato a confabulare con un collega sovversivo. Il sospetto si fa certezza  quando gli scovano un periodico di sovversione sociale “Sempre avanti”, testata socialista. Ma il colmo si raggiunge quando, interrogato su quelle sue pericolose letture, ha la spudoratezza di difenderle sostenendo che quel fogliaccio “rappresenta le sue idee”. Come se non bastasse ulteriori perquisizioni rivelano che il reprobo detiene libri su Darwin, Galileo e sull’eretico Arnaldo da Brescia. La misura è colma e viene espulso anche lui, il Francesco Beretta già studente modello.

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Pubblicato: 27 ottobre 2008