Monza. 1879-1897. Lo chiamavano il Cremona
Il suo vero nome sarebbe Lorenzo ma tutti lo chiamano il Cremona per via che arriva da quella città. Non ha un lavoro fisso, mangia quando può. Ogni tanto rimedia pochi spiccioli offrendosi per qualche servizio ai verzieri del mercato o a altri bottegai.
Il Cremona beve. E quando beve si ubriaca. E quando si ubriaca fa il buffone. Canta, balla, fa cagnara. Soprattutto canta. Se gli prende storta impreca contro i sciuri. Quando la gente per bene non ne può più delle sue chiassate chiama la questura. Ma dopo qualche giorno è già fuori. Lo hanno anche ricoverato nella Pia casa d’Industria. Ma il posto non fa per lui.
A un certo punto ha fatto anche comunella con un altro bel tipino, certo Giuseppe, con la passione del bicchiere e dello schiamazzo. Le guardie per un po’ li hanno sbattuti dentro ma appena usciti hanno ricominciato.
Il colmo, il Cremona, lo ha raggiunto quando è andato davanti la regia sottoprefettura e s’è messo a urlare “Ho da ammazzare tutti quelli che mi mettono sempre in prigione!”. Risultato? Di nuovo in gattabuia. E poi di nuovo fuori. Niente da fare, non c’è verso di raddrizzarlo.
L’ultima che ha combinato hanno cercato di spedirlo alla Pia casa ma quelli stavolta hanno risposto di no. E poi? Poi niente, di lui si sa più nulla. Scomparso. Però se senti cantare, sotto il tavolo di una qualche osteria, prova dare un’occhiata.
Pubblicato: 16 ottobre 2008
