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Una nuova vita sulla nave scuola Scilla (1924 - 1933).

Sino ad allora i martinitt, raggiunta la piena adolescenza, venivano avviati ai tradizionali lavori manuali introducendoli presso laboratori artigiani, officine, botteghe. Poi, nel 1924, la “Nave Asilo Scilla”  venne a fare la sua proposta: ospitare un certo numero di orfani da indirizzare alla vita marinaresca. In cambio, va da sé, di una retta adeguata.

La direzione dell’istituto avviò di conseguenza una campagna per reclutare e selezionare i futuri navigatori. Ma le risposte dei ragazzi furono a dir poco timide: non doveva essere facile abbracciare una simile avventura per chi del mare conosceva solo il nome. Comunque, pur con qualche timore, alcuni partirono. Quelle vite dunque cambiarono “di rotta”: non più nebbie padane ma orizzonti aperti sulle grandi distese d’acqua,  non più le consuete strade attorno a casa ma approdi sempre nuovi.

Le lettere che spedivano all’Istituto, tradivano qualche malinconia e qualche paura. Soprattutto i primi tempi. Poi anche quelle vite presero il largo dimenticando Milano e l’istituto.

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Pubblicato: 21 ottobre 2008