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Storie dagli archivi
Questa sezione raccoglie dossier che racchiudono storie, per lo più dimenticate, di una umanità derelitta. Orfani, malati psichiatrici, poveracci, ladruncoli ne sono i protagonisti. Ciascun dossier è composto da una sintesi della vicenda, dalla descrizione dei documenti d’archivio e dalla loro riproduzione nonché da indicazioni bibliografiche relative ai contesti in cui si è svolta. I dossier che vi interessano potete scaricarli in formato pdf.
Cervignano, 1860. Quando manca l’abito per fare il monaco
Le operazioni di carabinieri in borghese sono indispensabili ai militari dell’Arma per agire sotto copertura più efficacemente e con maggiore sicurezza per la loro incolumità. A volte però il travestimento è così ben riuscito, che è difficile distinguere tra i delinquenti e le forze dell’ordine, ... Continua…
Lodi, 1860. Un garibaldino troppo zelante
Nelle prime ore del pomeriggio del 7 ottobre 1860, un carretto carico di una ventina di ragazzotti, procede all’andatura consentita dalle povere forze dell’unico cavallo da tiro, lungo la strada da Paullo a Milano. I giovani passeggeri discutono eccitati tra loro: “Gliela faremo vedere noi! ... Continua…
Mantova, 1886. Esposto indifeso, ladro di spighe
Il mese di agosto a Mantova non è un mese facile, ma l’agosto del 1886 per il presidente del Consiglio Ospitaliero è particolarmente travagliato, tormentato com’è da un rovello che non gli dà pace. Oggetto del contendere è un bambino esposto affidato a una coppia ... Continua…
Mantova, 1951. Con l’acqua alla gola
Novembre 1951. Dopo la fine del conflitto, la ripresa dell’Italia è lenta e faticosa. È il dopoguerra fatto di limitazioni, stenti e ricostruzioni difficili. Nei giorni dal 7 al 13 novembre in tutta l’immensa pianura padana cade una pioggia fitta e insistente. Si tratta di ... Continua…
Milano, 1910. Beffe anarchiche
12 giugno 1910, domenica. Quando rientrò nel dormitorio, l’assistente Merli si accorse che sul suo letto erano appoggiati alcuni oggetti. Era il contenuto del cassetto del suo tavolino, che, nel frattempo, era sparito. Nei giorni seguenti il personale dell’Istituto venne impegnato nelle ricerche del mobile, ... Continua…
Milano, 1848. Il ferimento dell’orfano Buzzi
Il 13 febbraio 1848, pervenne alla Direzione dell’Orfanotrofio Maschile una breve nota dell’I.R. Tribunale criminale della città, con la quale si richiedevano informazioni circa “la paternità e maternità, l’età precisa, la professione intrapresa e la condotta” di tre ex martinitt ricoverati presso l’Orfanotrofio circa 15 ... Continua…
Codogno, 1839. Una vita da precario
È un momento importante nella storia del Collegio Ginnasio Ognissanti di Codogno. Dopo anni di traversie e incertezze, il Governo austriaco ha finalmente concesso la parificazione dell’Istituto con i ginnasi pubblici dello Stato; la commissione costituita dall’Amministrazione del Collegio e dalla Deputazione Comunale deve ora ... Continua…
Mantova, 1944. Un’infanzia tradita
Il 14 luglio 1944, alle prime ore del mattino, Mantova subisce l’ennesima incursione aerea americana. Le formazioni di Liberator, dopo aver bombardato le zone intorno al Frassine colpendo le autocolonne tedesche, si dirigono sulla città, scaricando tutto il loro carico di morte: dirompenti da 50 ... Continua…
Mantova, 1862. L’infelice Rosina
Rosina Stefanini, giovane fantesca dei Buris, accudisce i bambini della casa. È da due anni al servizio della famiglia e accompagna spesso i padroni in villeggiatura a Governolo. La sera del 19 febbraio 1862, Rosina è strana e allegra: accetta il cibo che il cuoco ... Continua…
1830. Mantova. Infanticida a servizio
La mattina del 13 novembre 1830, Giuseppe e Colomba Ferri sentono vagiti lontani provenire dal gabinetto della loro casa in contrada Quarant’ore, a Mantova, e una volta sul luogo, scoprono con sorpresa e raccapriccio “un infante che giaceva nel cesso annesso alla casa”. La neonata, ... Continua…
1823-1828. Casaletto Ceredano. Questo non è un paese per esposti
Casaletto Ceredano, un borgo di un migliaio di abitanti nella pianura tra Lodi e Crema, che vive di agricoltura, viene coinvolto, nella sua interezza, nell’allevamento degli esposti dell’Ospedale Maggiore di Lodi. L’iniziativa è del baliere dell’Ospedale che un bel giorno del 1823 riempie due carrozze ... Continua…
1829. Lodi. Le esposte dell’Ospedale Maggiore
La Famiglia delle esposte è una spina nel fianco dell’Ispettore economo dell’Ospedale Maggiore di Lodi, il sacerdote Filippo Rubbiati, a cui sono formalmente affidate le giovani ospitate dal Luogo Pio degli Esposti, annesso all’Ospedale. Sono ragazze ormai grandi, adolescenti irrequiete, ribelli alla disciplina, che non ... Continua…
1831-1832. Pandino. Tiburzio Tadino
È una fredda mattina di novembre del 1831; all’ufficio dell’Economo dell’Ospedale Maggiore di Lodi si presenta Maria Del Fante, una contadina che in passato ha servito il Luogo pio degli esposti, annesso all’Ospedale, come balia a pagamento. Conduce con sé un ragazzino lacero, scalzo e ... Continua…
1851-1852. Borghetto Lodigiano. Camilla torna a casa
Il 25 novembre 1851 Giovanni Cavezzali e Maria Carini, coniugi di Lodi, si presentano all’Ufficio di Balieria del Luogo Pio degli esposti con la speranza di poter riabbracciare la bambina che avevano lasciato nella ruota dell’Ospedale Maggiore poco più di due anni prima. Il ricongiungimento tra ... Continua…
1903. Milano. Piombo regio
Nell’agosto del 1903 Stilo, contadino della zona di Torre Annunziata, era riuscito, grazie ad alcuni contatti privilegiati, a spuntare un’esclusiva concessione di concime. Il 31 agosto un folto gruppo di contadini si radunò armati alla bell’e meglio per appropriarsi delle «materie fecali» e impedire a ... Continua…
1561. Cremona. Criminalità aristocratica.
Nella Lombardia del 1561, era assoluto divieto di girare armati di archibugi da ruota. Quante volte durante le feste o in altri momenti collettivi, in cui era facile arrivare alle mani, si usavano quei simpatici marchingegni per rimarcare il proprio punto di vista? E allora ... Continua…
1593. Osteno, Val d’Intelvi. Giustizia autogestita.
Alla fine del ’500 il banditismo è un fenomeno molto diffuso nello Stato di Milano, così come in tutti gli altri stati di antico regime. Bande organizzate di malviventi si spostano, a piedi o a cavallo, nelle campagne, assalendo paesi, compiendo razzie e omicidi e ... Continua…
1934. Lumezzane, Valtrompia. Gli esordi di un discolo.
Vittorino è cresciuto male, chissà perché. Riottoso ad ogni disciplina non ne vuol sapere di metter la testa a posto. In classe disturba, secondo la maestra è "veramente deficiente", saccheggia le tasche dei compagni, ruba in casa, acciuffa biciclette non sue. Come se non bastasse ... Continua…
1831. Polaveno, Valtrompia. Misfatto sul monte Faito.
Maria se ne era andata dal marito, Carlo Peli, già da tempo. Se ne era andata "illegalmente", come preciseranno in seguito le autorità. La donna non era però rimasta sola, anzi. Le compagnie maschili che abitualmente frequentava avevano provocato in paese non pochi pettegolezzi. Che col tempo si ... Continua…
1913. Concesio, Valtrompia. Emma, la levatrice contestata.
Settembre 1913, Concesio, Valtrompia. In Consiglio Comunale giunge una missiva di protesta firmata da una cinquantina di madri: Emma, la levatrice, "abusa del suo mandato". Tanto per cominciare obbliga le partorienti a "sborsare" più del dovuto, poi fa pagare le medicine che a lei sarebbero ... Continua…
I Martinitt al concorso nazionale ginnico sportivo “Dux” (1929 - 1931)
L'educazione fisica è da sempre parte integrante della formazione dei martinitt. Nel 1909 nell'istituto viene costruita una palestra. Per altro già da alcuni anni gli orfani partecipano con una qualche regolarità a gare e concorsi ginnici. Giungono secondi alla coppa della Società Forza e Coraggio ... Continua…
I Martinitt alla Terza guerra d’Indipendenza (1857 - 1867).
Maggio del 1866, la guerra di liberazione del Triveneto dal dominio asburgico è imminente. Alcuni martinitt, con un età compresa tra i 16 e i 17 anni, decidono di arruolarsi nel Corpo Volontari Italiani, al comando del generale Giuseppe Garibaldi. Superato il vaglio della commissione di arruolamento ... Continua…
1918 - Linda: amore, guerra e follia.
Mancano ormai pochi mesi alla fine della grande guerra. Le armate degli imperi centrali sono state fermate sul fronte francese (nella seconda battaglia della Marna) e sul fronte italiano (linea del Piave). Di lì a poco, a guerra finita, comincerà il conto dei morti, dei feriti, ... Continua…
Milano 1848. Le cinque giornate dei Martinitt.
Milano, 18 marzo 1848. Come a Venezia la popolazione insorge contro il dispotismo imperiale. Nel corso dei cinque giorni di cruenti combattimenti la infermeria dei Martinitt viene utilizzata per curare i feriti, viene messa a disposizione una ambulanza, le fascine di legname dell'istituto sono utilizzate ... Continua…
1916. Guerra e follia. Un medico sul Carso.
L'errore forse era stato quello di volerlo far tornare a casa a tutti i costi. Tutto era cominciato due anni prima, nel 1916, quando una granata era scoppiata nella infermeria a ridosso delle prime linee, sul Carso: le macerie lo avevano travolto ma lui, un po' ... Continua…
La svolta politica dell’orfano Beretta (1892 - 1894).
1892. Il vento della sovversione proletaria è penetrato anche all'interno dell'orfanotrofio milanese. Nel mese di aprile, aizzati dalla propaganda anarchica, gli orfani danno vita a deplorevoli tumulti. Ma la direzione non se ne sta con le mani in mano: indaga, sorveglia, interviene. Alcuni giovani corrotti da ... Continua…
Una nuova vita sulla nave scuola Scilla (1924 - 1933).
Sino ad allora i martinitt, raggiunta la piena adolescenza, venivano avviati ai tradizionali lavori manuali introducendoli presso laboratori artigiani, officine, botteghe. Poi, nel 1924, la “Nave Asilo Scilla” venne a fare la sua proposta: ospitare un certo numero di orfani da indirizzare alla vita marinaresca. ... Continua…
Monza. 1879-1897. Lo chiamavano il Cremona
Il suo vero nome sarebbe Lorenzo ma tutti lo chiamano il Cremona per via che arriva da quella città. Non ha un lavoro fisso, mangia quando può. Ogni tanto rimedia pochi spiccioli offrendosi per qualche servizio ai verzieri del mercato o a altri bottegai. Il Cremona ... Continua…
L’educatore Morelli e la tragedia del laghetto Redecesio (1935 - 1937)
Il padre, persona di una qualche influenza, è riuscito a trovargli quel posto da educatore presso i Martinitt. Ma lui, Oreste Morelli, preferirebbe fare altro. Anche perché ormai ha quasi quaranta anni e non si sente tagliato per rincorrere ragazzini indisciplinati ed insegnare loro le ... Continua…
I tumulti del 1833 (1833)
"Il sottoscritto partecipa che lo stato dello Stabilimento è nella massima agitazione. La quiete e l’ordine sono caduti; nessuno è più rispettato, i commessi derisi e minacciati; nell’interno la subordinazione precaria e languida, nessuna esternamente; anzi si commettono al passeggio enormi pubblicità scandalose". Con queste ... Continua…
L’orfano Enrico Vaghi, anarchico, espulso, eroe (1885 - 1955).
Enrico Vaghi è un orfano. Enrico Vaghi è una testa calda. Lo è stato fin dai primi giorni del suo arrivo ai Martinitt dove entra quando ha poco più di otto anni. Ne ha quindici quando viene individuato come uno dei capi della rivolta, quella ... Continua…
